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Quotidiano Giuridico

“Patty” ti osserva: quando la cortesia diventa dato trattabile

08/04/2026 - L'intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro tra sorveglianza, GDPR e AI Act

La misura dell'atto difensivo quale indice di abuso del processo

08/04/2026 - Quando la prolissità cessa di essere esercizio del diritto di difesa e diventa distorsione della funzione processuale

Peculato e amministratore di sostegno: l'equivoco sul provvedimento del giudice tutelare

08/04/2026 -

In tema di peculato dell’amministratore di sostegno, quando l’agente espone in modo trasparente nei rendiconti periodici le somme prelevate (qualificandole come “rimborso spese forfettizzate”) e tali rendiconti siano costantemente vistati/approvati senza rilievi dal giudice tutelare, la convinzione che quel “visto” equivalga a un’autorizzazione al prelievo può integrare errore sul fatto (non sul precetto), idoneo a escludere il dolo ai sensi dell’art. 47, comma 3, c.p., con conseguente esclusione della responsabilità per peculato, ferma la qualifica pubblicistica della funzione svolta. La Cassazione penale, sez. VI, sentenza 24 marzo 2026, n. 11116 si sofferma, con la sentenza in commento, su una particolare questione giuridica in materia di peculato contestato all’amministratore di sostegno per l’incasso di somme (assegni) tratte dal patrimonio dell’amministrata. Questi veniva assolto in appello per difetto dell’elemento soggettivo. Vani i ricorsi in Cassazione del Procuratore generale e della parte civile. La S.C. conferma la soluzione assolutoria fondata sull’errore sul fatto idoneo ad escludere il dolo (art. 47, comma 3, c.p.). In sostanza, la questione non è (o non è più) se l’amministratore di sostegno sia soggetto attivo del peculato: la Cassazione ribadisce che tale qualifica è pacifica in giurisprudenza, richiamando più precedenti. Il nodo è invece soggettivo: se, in presenza di prelievi non preceduti (o non sempre preceduti) da una formale liquidazione/autorizzazione, ma esplicitati nei rendiconti e esaminati dal giudice tutelare con visti/approvazioni ripetute, possa radicarsi un ragionevole dubbio circa la consapevolezza dell’ingiustizia dell’appropriazione (cioè il dolo del peculato). Per la Suprema Corte, la soluzione è affermativa.

IPSOA Quotidiano

Global minimum tax: pronte le specifiche tecniche per la dichiarazione annuale

08/04/2026 - L’Agenzia delle Entrate ha approvato, con provvedimento 8 aprile 2026, le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di dichiarazione annuale Globe, relativo all’imposizione integrativa dovuta a titolo di imposta minima integrativa, di imposta minima suppletiva e di imposta minima nazionale (<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 53" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000955162ART101">art. 53</a>, <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 2092023" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000955162SOMM">D.Lgs. n. 209/2023</a> di <a target="_blank" title="riforma della fiscalità internazionale" href="https://www.ipsoa.it/speciali/fiscalita-internazionale-riforma-fiscale">riforma della fiscalità internazionale</a>). L’Agenzia delle Entrate ha approvato, con provvedimento 8 aprile 2026, le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di dichiarazione annuale Globe, relativo all’imposizione integrativa dovuta a titolo di imposta minima integrativa, di imposta minima suppletiva e di imposta minima nazionale (art. 53, D.Lgs. n. 209/2023 di riforma della fiscalità internazionale).

Taglio delle accise: bene la proroga ma le risorse non bastano

08/04/2026 - Si è svolta in Commissione finanze al Senato l’audizione di CNA, Confartigianato e Casartigiani sui decreti fisco e carburanti-bis: pur accogliendo con favore la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026 e l’estensione della misura anche al combustibile HVO, le tre confederazioni valutano le risorse non sufficienti e chiedono misure anche per il trasporto persone. Si è svolta in Commissione finanze al Senato l’audizione di CNA, Confartigianato e Casartigiani sui decreti fisco e carburanti-bis: pur accogliendo con favore la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026 e l’estensione della misura anche al combustibile HVO, le tre confederazioni valutano le risorse non sufficienti e chiedono misure anche per il trasporto persone.

Attestazioni di conformità con ricadute dirette sull'attività dei difensori tributari

08/04/2026 - Per i ricorsi di primo e secondo grado notificati dal 2 settembre 2024, il processo tributario introduce un più rigoroso obbligo di attestazione di conformità, tanto per la procura cartacea quanto per i documenti cartacei, in attuazione delle modifiche apportate al <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 5461992" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000109839SOMM">D.Lgs. n. 546/1992</a> da parte del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 2202023" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000955469SOMM">D.Lgs. n. 220/2023</a> e del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 812025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000984201SOMM">D.Lgs. n. 81/2025</a>. La riforma, nel cercare di rafforzare le garanzie di autenticità, incide però in modo rilevante sulle strategie difensive e sulla gestione probatoria, imponendo maggiore attenzione agli adempimenti formali. Per i ricorsi di primo e secondo grado notificati dal 2 settembre 2024, il processo tributario introduce un più rigoroso obbligo di attestazione di conformità, tanto per la procura cartacea quanto per i documenti cartacei, in attuazione delle modifiche apportate al D.Lgs. n. 546/1992 da parte del D.Lgs. n. 220/2023 e del D.Lgs. n. 81/2025. La riforma, nel cercare di rafforzare le garanzie di autenticità, incide però in modo rilevante sulle strategie difensive e sulla gestione probatoria, imponendo maggiore attenzione agli adempimenti formali.

Lavoratori prossimi alla pensione: come la legge PMI incentiva il ricambio generazionale

08/04/2026 - La legge annuale sulle PMI (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 342026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001001024SOMM">legge n. 34/2026</a>) introduce, per il biennio 2026-2027, una misura sperimentale che favorisce la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time dei lavoratori prossimi alla pensione, con l’obiettivo di incentivare il ricambio generazionale nelle imprese fino a 50 dipendenti. I lavoratori dipendenti, che hanno i requisiti richiesti dalla norma, possono chiedere di ridurre l’orario di lavoro con accordo scritto e ottenere un aumento della busta paga pari alla quota contributiva a proprio carico. Ma il datore di lavoro deve procedere, contestualmente, all'assunzione a tempo pieno e indeterminato di un lavoratore di età non superiore a 34 anni. La legge annuale sulle PMI (legge n. 34/2026) introduce, per il biennio 2026-2027, una misura sperimentale che favorisce la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time dei lavoratori prossimi alla pensione, con l’obiettivo di incentivare il ricambio generazionale nelle imprese fino a 50 dipendenti. I lavoratori dipendenti, che hanno i requisiti richiesti dalla norma, possono chiedere di ridurre l’orario di lavoro con accordo scritto e ottenere un aumento della busta paga pari alla quota contributiva a proprio carico. Ma il datore di lavoro deve procedere, contestualmente, all'assunzione a tempo pieno e indeterminato di un lavoratore di età non superiore a 34 anni.

Il decreto PNRR modifica le regole per assegno unico, previdenza complementare e start up

08/04/2026 - Estensione dell’assegno unico ai lavoratori che non risiedono in Italia da almeno due anni o hanno figli all’estero e proroga al 31 ottobre 2026 dell’entrata in vigore della portabilità del contributo datoriale alla previdenza complementare. Sono alcuni degli emendamenti approvati al disegno di legge di conversione del decreto PNRR (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 192026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000999107SOMM">D.L. n. 19/2026</a>), nella giornata del 7 aprile 2026, dalla Commissione Bilancio della Camera. Ulteriori emendamenti intervengono sulla disciplina dell’incentivo fiscale in “de minimis” all’investimento in start up innovative e in merio alle regole per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali. Estensione dell’assegno unico ai lavoratori che non risiedono in Italia da almeno due anni o hanno figli all’estero e proroga al 31 ottobre 2026 dell’entrata in vigore della portabilità del contributo datoriale alla previdenza complementare. Sono alcuni degli emendamenti approvati al disegno di legge di conversione del decreto PNRR (D.L. n. 19/2026), nella giornata del 7 aprile 2026, dalla Commissione Bilancio della Camera. Ulteriori emendamenti intervengono sulla disciplina dell’incentivo fiscale in “de minimis” all’investimento in start up innovative e in merio alle regole per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali.

Differimenti e dilazioni INPS: come cambiano gli interessi sulle rateazioni

08/04/2026 - Il decreto fiscale (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 382026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001001334SOMM">D.L. n. 38/2026</a>) ha ridotto strutturalmente gli interessi applicati dall’INPS per differimenti e dilazioni, con effetto sulle nuove istanze di rateazione. L’intervento comporta un’importante riduzione dei costi a carico dei contribuenti impossibilitati a saldare il debito con l’istituto in un'unica soluzione. Alcuni esempi di calcolo possono aiutare a comprendere l’impatto delle novità Il decreto fiscale (D.L. n. 38/2026) ha ridotto strutturalmente gli interessi applicati dall’INPS per differimenti e dilazioni, con effetto sulle nuove istanze di rateazione. L’intervento comporta un’importante riduzione dei costi a carico dei contribuenti impossibilitati a saldare il debito con l’istituto in un'unica soluzione. Alcuni esempi di calcolo possono aiutare a comprendere l’impatto delle novità

Come procedere alla correzione degli errori contabili

08/04/2026 - Il <a target="_blank" title="terzo decreto correttivo IRPEF-IRES" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/12/20/correttivo-irpef-ires-novita-imprese-contribuenti">terzo decreto correttivo IRPEF-IRES</a> ha riscritto profondamente la disciplina fiscale relativa alla correzione degli errori contabili, che trova applicazione nei <a target="_blank" title="bilanci" href="https://www.ipsoa.it/guide/bilancio-esercizio-redigerlo">bilanci</a> relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2025. Il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1922025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000995711SOMM">D.Lgs. n. 192/2025</a> restituisce centralità assoluta al ruolo del revisore legale e richiede alle direzioni amministrative un monitoraggio contabile tempestivo e meticoloso. La valutazione sulla "rilevanza" di un errore, che in assenza di soglie quantitative di legge mantiene un grado di soggettività, diventa oggi una scelta tecnica cruciale, capace di determinare l'intero iter procedurale e dichiarativo dell'azienda. Il terzo decreto correttivo IRPEF-IRES ha riscritto profondamente la disciplina fiscale relativa alla correzione degli errori contabili, che trova applicazione nei bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2025. Il D.Lgs. n. 192/2025 restituisce centralità assoluta al ruolo del revisore legale e richiede alle direzioni amministrative un monitoraggio contabile tempestivo e meticoloso. La valutazione sulla "rilevanza" di un errore, che in assenza di soglie quantitative di legge mantiene un grado di soggettività, diventa oggi una scelta tecnica cruciale, capace di determinare l'intero iter procedurale e dichiarativo dell'azienda.

Contributi e sovvenzioni da pubblicare nella nota integrativa del bilancio

07/04/2026 - La disciplina sull’obbligo di trasparenza dei contributi pubblici, introdotta dalla <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1242017" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853899SOMM">legge n. 124/2017</a> e oggi coordinata dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1842025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000995000SOMM">D.Lgs. n. 184/2025</a> (Codice degli incentivi), rafforza la trasparenza nei rapporti economici tra PA ed enti beneficiari. L’obbligo riguarda imprese tenute al deposito del bilancio, associazioni, fondazioni, ONLUS e cooperative sociali. Devono essere pubblicati contributi, sovvenzioni, incarichi retribuiti e vantaggi economici ricevuti da soggetti pubblici, per importi complessivi pari o superiori a 10.000 euro annui per ciascun erogatore, secondo il criterio di cassa. Sono esclusi gli aiuti registrati nel RNA. L’adempimento avviene tramite pubblicazione nella Nota integrativa entro i termini di approvazione del bilancio oppure sul sito dell’ente entro il 30 giugno. Cosa si rischia in caso di mancata pubblicazione? La disciplina sull’obbligo di trasparenza dei contributi pubblici, introdotta dalla legge n. 124/2017 e oggi coordinata dal D.Lgs. n. 184/2025 (Codice degli incentivi), rafforza la trasparenza nei rapporti economici tra PA ed enti beneficiari. L’obbligo riguarda imprese tenute al deposito del bilancio, associazioni, fondazioni, ONLUS e cooperative sociali. Devono essere pubblicati contributi, sovvenzioni, incarichi retribuiti e vantaggi economici ricevuti da soggetti pubblici, per importi complessivi pari o superiori a 10.000 euro annui per ciascun erogatore, secondo il criterio di cassa. Sono esclusi gli aiuti registrati nel RNA. L’adempimento avviene tramite pubblicazione nella Nota integrativa entro i termini di approvazione del bilancio oppure sul sito dell’ente entro il 30 giugno. Cosa si rischia in caso di mancata pubblicazione?

Relazione dei sindaci delle cooperative: pubblicato l'aggiornamento relativo al bilancio 2025

01/04/2026 - Il Consiglio Nazionale dei commercialisti ha pubblicato il 1° aprile 2026 un aggiornamento del documento dedicato alla relazione unitaria del collegio sindacale delle società cooperative, con riferimento al bilancio chiuso al 31 dicembre 2025. Il testo mira a supportare i sindaci delle cooperative offrendo una struttura omogenea dei contenuti obbligatori e delle informazioni consigliate da includere nella relazione all’assemblea dei soci. La pubblicazione fornisce un inquadramento normativo dei compiti del collegio sindacale e propone integrazioni ai modelli di relazione emanati dal Consiglio Nazionale nel marzo 2026, adattandoli alle peculiarità del controllo cooperativo. Il documento approfondisce le principali disposizioni obbligatorie e offre indicazioni operative su ulteriori aspetti rilevanti, tra cui ristorni, prestito sociale, ispezioni, normativa sulle cooperative sociali e qualificazioni specifiche. Il Consiglio Nazionale dei commercialisti ha pubblicato il 1° aprile 2026 un aggiornamento del documento dedicato alla relazione unitaria del collegio sindacale delle società cooperative, con riferimento al bilancio chiuso al 31 dicembre 2025. Il testo mira a supportare i sindaci delle cooperative offrendo una struttura omogenea dei contenuti obbligatori e delle informazioni consigliate da includere nella relazione all’assemblea dei soci. La pubblicazione fornisce un inquadramento normativo dei compiti del collegio sindacale e propone integrazioni ai modelli di relazione emanati dal Consiglio Nazionale nel marzo 2026, adattandoli alle peculiarità del controllo cooperativo. Il documento approfondisce le principali disposizioni obbligatorie e offre indicazioni operative su ulteriori aspetti rilevanti, tra cui ristorni, prestito sociale, ispezioni, normativa sulle cooperative sociali e qualificazioni specifiche.

Avviso 1/2026 Fondirigenti: come ottenere fino a 15.000 euro per la formazione manageriale

08/04/2026 - Con l’avviso 1/2026 Fondirigenti finanzia con 18 milioni di euro piani formativi aziendali rivolti ai dirigenti. Possono partecipare le imprese aderenti al fondo con almeno un dirigente in organico. Il contributo, a fondo perduto, arriva fino a 15.000 euro per piano, per interventi mirati su risorse umane, processi e tecnologia. Le domande vanno presentate entro il 23 aprile 2026. Con l’avviso 1/2026 Fondirigenti finanzia con 18 milioni di euro piani formativi aziendali rivolti ai dirigenti. Possono partecipare le imprese aderenti al fondo con almeno un dirigente in organico. Il contributo, a fondo perduto, arriva fino a 15.000 euro per piano, per interventi mirati su risorse umane, processi e tecnologia. Le domande vanno presentate entro il 23 aprile 2026.

Contributi per la formazione specialistica del personale: quanto convengono alle PMI

07/04/2026 - Dal 21 aprile al 23 giugno 2026 sarà possibile presentare domanda per l’intervento agevolativo “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI” promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Possono accedere ai contributi a fondo perduto le PMI regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese che abbiano unità locali situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono agevolabili i progetti finalizzati all’acquisizione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o a consolidare le competenze del personale dipendente aziendale nell’ambito dell’innovazione tecnologica e della transizione verde e digitale. Ciascuna impresa può presentare una sola domanda per percorsi formativi che devono prevedere costi ammissibili compresi tra un minimo di 10.000 euro e un massimo di 60.000 euro. Quanto si risparmia? Dal 21 aprile al 23 giugno 2026 sarà possibile presentare domanda per l’intervento agevolativo “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI” promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Possono accedere ai contributi a fondo perduto le PMI regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese che abbiano unità locali situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono agevolabili i progetti finalizzati all’acquisizione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o a consolidare le competenze del personale dipendente aziendale nell’ambito dell’innovazione tecnologica e della transizione verde e digitale. Ciascuna impresa può presentare una sola domanda per percorsi formativi che devono prevedere costi ammissibili compresi tra un minimo di 10.000 euro e un massimo di 60.000 euro. Quanto si risparmia?

Codice degli incentivi: bando-tipo per uniformare gli aiuti alle imprese

04/04/2026 - La previsione di bandi-tipo per la materia degli incentivi alle imprese costituisce una rilevante novità introdotta dal Codice degli incentivi, esaminato da Assonime nella circolare n. 10 del 2026. L’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 6" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000995000ART27">art. 6</a> del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1842025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000995000SOMM">D.Lgs. n. 184/2025</a>, infatti, stabilisce il contenuto, non tassativo, dei bandi e - al fine di assicurarne l’uniformità - stabilisce che siano redatti in conformità a un bando-tipo che sarà definito dal Ministro delle Imprese e del made in Italy, entro 180 giorni dal 1° gennaio 2026. È possibile derogare al bando-tipo solo per quelle disposizioni che non siano compatibili con le caratteristiche e le finalità dell’incentivo. Quali sono le altre novità per le imprese? La previsione di bandi-tipo per la materia degli incentivi alle imprese costituisce una rilevante novità introdotta dal Codice degli incentivi, esaminato da Assonime nella circolare n. 10 del 2026. L’art. 6 del D.Lgs. n. 184/2025, infatti, stabilisce il contenuto, non tassativo, dei bandi e - al fine di assicurarne l’uniformità - stabilisce che siano redatti in conformità a un bando-tipo che sarà definito dal Ministro delle Imprese e del made in Italy, entro 180 giorni dal 1° gennaio 2026. È possibile derogare al bando-tipo solo per quelle disposizioni che non siano compatibili con le caratteristiche e le finalità dell’incentivo. Quali sono le altre novità per le imprese?

Start up e PMI innovative: verso un Testo Unico per il riordino e la semplificazione delle regole

08/04/2026 - Confluiranno in un Testo unico le variegate regole che agevolano la nascita e lo sviluppo delle start up e PMI innovative al fine di semplificare e armonizzare l'intero quadro normativo per le imprese innovative e gli incubatori. È quanto prevede La “Legge annuale sulle piccole e medie imprese” (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 342026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001001024SOMM">legge n. 34/2026</a>) varata dal legislatore con l’obiettivo di effettuare il riordino delle disposizioni legislative vigenti anche mediante abrogazione delle norme che hanno esaurito la loro funzione (o sono prive di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete), nonché di ridurre gli oneri e gli adempimenti non necessari. Confluiranno in un Testo unico le variegate regole che agevolano la nascita e lo sviluppo delle start up e PMI innovative al fine di semplificare e armonizzare l'intero quadro normativo per le imprese innovative e gli incubatori. È quanto prevede La “Legge annuale sulle piccole e medie imprese” (legge n. 34/2026) varata dal legislatore con l’obiettivo di effettuare il riordino delle disposizioni legislative vigenti anche mediante abrogazione delle norme che hanno esaurito la loro funzione (o sono prive di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete), nonché di ridurre gli oneri e gli adempimenti non necessari.

“Artigianale”: la CNA accoglie favorevolmente la nuova disciplina

07/04/2026 - La CNA segnala che dal 7 aprile 2026 il termine “artigianale” potrà essere utilizzato solo in modo corretto e trasparente, grazie all’entrata in vigore della norma prevista dalla legge annuale per le PMI che disciplina l’impiego del riferimento all’artigianato nella comunicazione commerciale. Per l’associazione si tratta di un intervento atteso, che restituisce autenticità e credibilità a una definizione spesso abusata. L’indicazione “artigianale” dovrà riflettere il lavoro reale di un artigiano, le sue competenze e il valore professionale che esprime. La CNA rivendica il proprio ruolo nel promuovere una regolamentazione chiara e sottolinea la rilevanza delle sanzioni previste per gli usi impropri, che rendono sconveniente ogni forma di marketing ingannevole. La misura riafferma un principio essenziale: l’artigianato non è uno slogan, ma un mestiere, e la sua tutela è fondamentale per garantire qualità, correttezza e scelte consapevoli ai consumatori. La CNA segnala che dal 7 aprile 2026 il termine “artigianale” potrà essere utilizzato solo in modo corretto e trasparente, grazie all’entrata in vigore della norma prevista dalla legge annuale per le PMI che disciplina l’impiego del riferimento all’artigianato nella comunicazione commerciale. Per l’associazione si tratta di un intervento atteso, che restituisce autenticità e credibilità a una definizione spesso abusata. L’indicazione “artigianale” dovrà riflettere il lavoro reale di un artigiano, le sue competenze e il valore professionale che esprime. La CNA rivendica il proprio ruolo nel promuovere una regolamentazione chiara e sottolinea la rilevanza delle sanzioni previste per gli usi impropri, che rendono sconveniente ogni forma di marketing ingannevole. La misura riafferma un principio essenziale: l’artigianato non è uno slogan, ma un mestiere, e la sua tutela è fondamentale per garantire qualità, correttezza e scelte consapevoli ai consumatori.

Legge annuale PMI in vigore dal 7 aprile 2026: cosa manca per l'attuazione

07/04/2026 - La legge annuale sulle piccole e medie imprese (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 342026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001001024SOMM">legge n. 34/2026</a>) entra in vigore il 7 aprile 2026. Nei prossimi mesi, dovranno essere emanati diversi provvedimenti necessari per dare concreta applicazione di numerose disposizioni in essa contenute. In particolare, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è chiamato ad adottare i decreti attuativi dell'agevolazione fiscale per le reti di imprese e dei mini contratti di sviluppo destinati al comparto moda. Il Governo, invece, dovrà provvedere ad emanare i decreti legislativi per il riordino e il riassetto della disciplina dei confidi, dell'artigianato e delle start up innovative. La legge annuale sulle piccole e medie imprese (legge n. 34/2026) entra in vigore il 7 aprile 2026. Nei prossimi mesi, dovranno essere emanati diversi provvedimenti necessari per dare concreta applicazione di numerose disposizioni in essa contenute. In particolare, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è chiamato ad adottare i decreti attuativi dell'agevolazione fiscale per le reti di imprese e dei mini contratti di sviluppo destinati al comparto moda. Il Governo, invece, dovrà provvedere ad emanare i decreti legislativi per il riordino e il riassetto della disciplina dei confidi, dell'artigianato e delle start up innovative.

Speciali

Pace fiscale

Fonte: ipsoa.it

Reddito di cittadinanza

Fonte: ipsoa.it

Quota 100 e pensioni 2019

Fonte: ipsoa.it

Fattura elettronica

Fonte: ipsoa.it

Tariffe Inail 2019

Fonte: ipsoa.it

Auto: ecotassa e bonus 2019

Fonte: ipsoa.it

Fondo Garanzia PMI

Fonte: ipsoa.it

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